La laurea, il riscatto e il grande incubo

di Giacomo Iacomino
Convertire gratuitamente gli anni dell'Università per avvicinare il momento pensione è davvero un'opportunità? Ne abbiamo parlato con due dirette interessate: una studentessa e una lavoratrice.

Riscatto Laurea

La pensione per un ragazzo di 20 anni sembra un miraggio. Tra la crisi e gli impieghi precari (quando ci sono), arrivare al meritato riposo dopo anni di lavoro è un’impresa quasi impossibile. Ma esiste una ‘scorciatoia’: riscattare la laurea gratuitamente. Certo, per ora è solo un’idea ma il Pd sta studiando un modo per trasformare il periodo trascorso all’Università in anni validi per raggiungere l’età della pensione. E potrebbe già essere inserito nella legge di bilancio 2018. Ma riguarda soltanto i nati dal 1980 fino al 2000, i cosiddetti Millennials, che sono iscritti e che non hanno ancora discusso la tesi e gli studenti che hanno intenzione di iscriversi dal 2018. Con una specifica: il provvedimento vale solo per chi termina gli studi in tempo. Quindi, porte chiuse per i fuori corso, che potranno ugualmente riscattare la laurea ma pagando una cifra piuttosto consistente.

IL RISCATTO OGGI
Ma il riscatto non gratuito esiste di già ed stato introdotto nel 2008. Oggi, infatti, una donna di 40 anni con un reddito di 36mila euro lordi l’anno dovrebbe tirarne fuori 65mila, mentre un ragazzo di 27 anni e un anno di contributi, con un reddito che si aggira attorno ai 22mila euro, deve versare, per ottenere il riscatto di quattro anni, una cifra di poco superiore ai 29mila euro. Tuttavia esiste anche una via alternativa, considerata low cost, che permette ai neolaureati di riscattare la laurea prima ancora di trovare lavoro. Non avendo ancora un reddito, l’Inps valuta infatti il cosiddetto minimale, fissato per legge a 15.548 euro. Una somma relativamente bassa, che porta a una spesa, da parte dei genitori, di circa 20mila euro, spalmabili in dieci anni senza interessi e con la possibilità di recuperare i contributi scaricandoli dalle tasse, per un ulteriore risparmio di quasi quattromila euro.


OPPORTUNITÀ O TRUFFA?
L’idea sta spaccando in due il Paese. Palazzo Chigi frena, anzi fa sapere che la misura non è allo studio e che più che di pensioni, oggi, bisognerebbe parlare di lavoro. Ma il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta rilancia: «I calcoli sono ancora in corso». Intanto cresce anche sui social la campagna #RiscattaLaurea seguita e sostenuta da oltre ventimila persone. Inoltre, si dividono anche gli esperti. Da una parte c’è chi sostiene che studiare e laurearsi sia prezioso per la nostra economia, ed è giusto che lo Stato investa sul futuro dei giovani, assumendosi l’onere dei contributi figurativi degli anni di studio. Dall’altra, c’è chi invece la considera una truffa. Perché sebbene il provvedimento sia a favore dei giovani, i costi emergerebbero solo nel momento in cui saranno in pensione e saranno quindi scaricati sulle generazioni future. L’ennesimo furto generazionale insomma a carico di chi ancora non è nato.

Riscatto Laurea Andrea Di Trapani

Andrea Di Trapani

LA PAROLA AGLI STUDENTI
Il governo, i partiti, l’universo dei social, i professori. Tutti hanno avuto modo di dire la propria opinione a riguardo. Ma cosa pensano gli studenti? Chi si è laureato da poco e chi si sta per laureare. Il riscatto gratuito della laurea è davvero un argomento così caldo per i ragazzi che ancora non hanno superato i 25 anni? Andrea Di Trapani studia “Cooperazione Internazionale allo Sviluppo” all’Università Cattolica di Milano. È siciliana, nata in provincia di Ragusa. A settembre 2017 ha intenzione di dare gli ultimi esami ed entro la fine dell’anno dovrebbe laurearsi. «La premessa è che io sono fuori corso di circa un anno. Ma questo perché ho trascorso sei mesi in Erasmus per imparare il portoghese e altri sei per seguire uno stage di lavoro. Credo sarebbe opportuno fare una distinzione tra i fuori corso che se la prendono comoda e quelli che invece hanno fatto magari una scelta diversa». Ventitre anni, ha vissuto a Milano per tutta la durata del suo percorso di studi. Gli ultimi mesi dovrebbe trascorrerli a Muggiò, vicino Monza, dove si sono trasferiti i suoi genitori, prima di andare a Roma per la specialistica. «Lo ammetto, non avevo mai considerato l’idea di riscattare la laurea, prima di adesso. Sicuramente sembra un provvedimento interessante. Anche se leggendo qua e là mi sembra di aver capito che il governo potrebbe anche solo ‘partecipare’ al riscatto con un contributo economico per alleggerire la spesa senza però eliminarla del tutto». Ed è vero. Sul tavolo c’è anche questa ipotesi, unita all’idea di una cosiddetta “pensione di garanzia”, cioè un assegno minimo pagato dallo Stato rivolto a chi in futuro avrà una pensione così bassa da non garantirgli la sussistenza.

Riscatto Laurea Alice Osculati

Alice Osculati

FAVORITI I LAUREATI IN MEDICINA
L’altro aspetto che emerge dalla proposta firmata Pd è che il riscatto non sarebbe gratuito per chi si è già laureato, mentre magari potrebbero rientrare i laureandi e chi è ancora iscritto, anche se dalle ultime notizie sembrerebbe che, come detto, il provvedimento dovrebbe riguardare solo gli iscritti dal prossimo anno. Per Andrea non è un grosso problema: «C’è sempre qualcuno che viene escluso. Ovvio che la cosa migliore sarebbe far rientrare più gente possibile, ma c’è chi resterà fuori per forza. Non ne farei un dramma». D’altronde, questo è un argomento che la studentessa conosce più che bene. «Ho vissuto questa, ‘discriminazione’ proprio sulla mia pelle perché avevo fatto richiesta di ottenere una borsa di studio e non mi hanno ammesso perché ero oltre la soglia di appena 50 euro. Praticamente, niente». Qualche dubbio anche per Alice Osculati, 25 anni, di Milano. Si è laureata a dicembre 2016 in Economia e Gestione dei Beni Culturali e dello Spettacolo, sempre alla Cattolica: «L’idea sembra buona, mi ha subito incuriosito quando ne ho sentito parlare. Dai titoli sui giornali sembrava potessi rientrare anch’io in questa graduatoria. E invece no. Inoltre, leggendo meglio, da quanto ho capito, il provvedimento agevolerebbe soprattutto chi ha affrontato percorsi di studio più lunghi: come i medici, che peraltro hanno un percorso lavorativo più stabile di altri laureati». Anche questa è una verità. I corsi di laurea in Medicina possono durare dai 6 agli 11 anni. Quasi tre volte in più rispetto ai corsi triennali. Alice ha seguito uno stage per quattro mesi e ha firmato un contratto a tempo determinato, di 12 mesi, con inizio a settembre 2017.

«ALLA PENSIONE SÌ, IO CI PENSO»
«Se penso mai alla pensione? Diciamo che tutto questo parlare mi ha incuriosito» spiega Alice. Che aggiunge: «Ho calcolato quanto dovrei versare per riscattare la laurea: quasi 22mila euro. So bene che la situazione è preoccupante e il fatto di aver trovato lavoro mi aiuta a non pensarci troppo». Qualche preoccupazione in più invece ce l’ha Andrea. «Mio padre vorrebbe andare in pensione da tempo, lui ha 63 anni e ha iniziato a lavorare molto giovane quando ne aveva 20. Non può farlo però, perché non ha ancora i requisiti, inoltre è rimasto disoccupato per qualche tempo. Oggi avrebbe una pensione da far ridere i polli, intorno ai 400 euro. Non ci penso in continuazione, questo no. Ma è un problema che dovremo affrontare tutti, prima o poi».

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Publicato in: Fatti Argomenti: , , Data: 03-08-2017 02:59 PM


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