In volo oltre i tabù

Nell'Iran dei diritti limitati per le donne, la storia di Farzaneh Sharafbafi ribalta i pregiudizi di genere: sarà la prima amministratrice delegata della compagnia area nazionale.

Iran AirIran, il Paese delle contraddizioni. Dove le donne sono costrette a portare l’hijab, indipendentemente dalla religione professata, e non possono stringere le mani a una persona di sesso opposto. Dove fino al 2015 era vietata la presenza femminile dentro gli impianti sportivi e, ancora oggi, l’accesso negli stadi continua a essere riservato a soli uomini. Dove, per dirne un’altra, le mogli non possono lasciare il Paese senza il consenso dei mariti, ma al tempo stesso possono volare alto. Ovvero, ambire a posti di assoluto rilievo nella società. Fare carriera, insomma, come testimonia la storia di Farzaneh Sharafbafi, ex bambina prodigio che voleva diventare ingegnere e che è pronta a prendere le redini della compagnia area nazionale, la Iran Air, al posto di Farhad Parwaresh, dirottato all’Organizzazione internazionale per l’aviazione civile. Un esempio per molti altri territori del Medio Oriente (in Arabia Saudita, per esempio, le donne non hanno neppure il diritto di guidare, per non parlare di quello al voto), ma più in generale per una società ancora prevalentemente maschilista che riserva agli uomini, anche in Occidente, le cariche più importanti.

PREGIUDIZI E RISCATTO
Farzaneh Sharafbafi è riuscita a 44 anni a coronare il sogno di una vita. Madre di due figli, era ancora una bambina quando si divertiva a riparare gli elettrodomestici di casa: dal frigorifero all’aspirapolvere, fino all’invenzione di un paio di scarpe dotate di una specie di airbag per saltare più in alto, affascinata dagli esperimenti nel laboratorio della Sharif University dove il padre insegnava Fisica. Nello stesso Ateneo gli studi universitari e la ricerca, prima iraniana a ottenere un dottorato in ingegneria aerospaziale con una tesi sulla rottura delle parti meccaniche logorate dall’invecchiamento («Sto ancora studiando il modo per l’auto-guarigione degli aerei, in modo che si riparino da soli in caso di malfunzionamento», racconterà in un’intervista a The other Iran). Un progetto di difficile attuazione nella sua terra, dove le fu consigliato di scrivere un saggio da presentare all’estero. «Avevo cattive sensazioni perché nessuno mi sosteneva e il dottorato stava per scadere», spiega. «Per fortuna in Inghilterra ho trovato qualcuno che voleva ascoltarmi. Mio marito ha pagato il viaggio e mi ha accompagnata ma quando siamo arrivati a Southampton e mi hanno vista con il velo ho dovuto superare altri pregiudizi. Il risultato? Una standing ovation alla fine della relazione».

 Farzaneh Sharafbafi

DONNE ALLA RISCOSSA
Da lì alla direzione del dipartimento di ricerca della Iran Air il passaggio è stato immediato, fino alla nomina, appunto, di amministratore delegato della linea aerea di bandiera. Una carriera che riflette appunto le contraddizioni di uno Stato che nega sì molti diritti alle donne ma che, allo stesso tempo, regala opportunità difficilmente impensabili in altre parti del mondo. Considerando che, quella di Farzaneh Sharafbafi, non è la sola storia di tale genere. Basti pensare a Masoumeh Ebtekar, vice presidente della Repubblica islamica dove la presenza femminile in Parlamento, per quanto ancora bassissima, ha raggiunto il 6% dall’1,5% degli Anni Novanta. O a Parisa Tabriz, attuale capo della sicurezza di Google Chrome che come riporta Repubblica è stata inclusa da Forbes nella lista delle 30 persone under 30 più influenti nell’hi-tech. E ancora Maryam Mirzakhani, luminare in campo scientifico, o Anousheh Ansari, quarta persona in assoluto a viaggiare come turista spaziale sulla stazione internazionale. Storie di donne col velo che, prese come esempio, aiutano a abbassare almeno quello dei pregiudizi.

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Publicato in: Protagoniste Argomenti: , Data: 11-07-2017 03:11 PM


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