Quando la carriera è un miraggio

Lo studio McKinsey 2016 rivela come pochissime donne negli Usa raggiungano posizioni da top manager, anche perché vittime di pregiudizi sul carattere o sull'etnia di appartenenza. Ecco le cause principali.

donna lavoroIl problema non è trovare lavoro. Il problema è fare carriera. Soprattutto se sei donna. Il rapporto McKinsey 2016, che analizza lo scenario lavorativo statunitense, parla chiaro: su 100 top manager, solo 19 sono donne. Nonostante i ruoli meno importanti vedano uomini e donne presenti quasi in egual misura (54 a 46), nel corso della scalata alle gerarchie il sesso femminile viene messo da parte. Lo studio McKinsey Women in the workplace ha raccolto questi dati e ha cercato di individuare la causa di questi numeri.

NIENTE QUOTE ROSA NEGLI USA
Due i fattori principali: da una parte le donne si dicono sempre meno interessate a rivestire incarichi importanti, man mano che si sale di livello; dall’altra, chi ha la forza di continuare è comunque meno ottimista degli uomini sulle proprie probabilità di successo. Lo studio, è bene precisarlo, fa riferimento alla situazione statunitense, dove non vigono le quote rosa. Non è un caso che, invece, i paesi europei siano molto più virtuosi. Addirittura l’Italia è al quarto posto nella classifica degli stati con più donne nei consigli di amministrazione. Le donne, specie quelle più determinate, si confermano vittime dei pregiudizi perché esposte al rischio di essere giudicate in chiave negativa. D’altra parte, insistere paga: il 54% delle volte, infatti, la promozione arriva. Gli Stati Uniti, oltre che sessisti, si confermano anche razzisti. Ne fanno le spese le donne afroamericane, che in un’ipotetica classifica dove vengono incrociati il sesso e il colore della pelle si ritrovano ultime.

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Publicato in: Fatti Argomenti: , , , Data: 30-09-2016 12:57 PM


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