Le donne e la discriminazione dell'aumento

A parità di mansioni guadagnano in meno dei colleghi maschi. Questo non avviene perché sono più timide quando chiedono l'adeguamento dello stipendio: lo rivela una ricerca universitaria, effettuata su un campione australiano.

lavoroChe le donne, a parità di mansioni, guadagnino in media meno dei colleghi maschi è un dato di fatto. C’è chi sostiene che ciò avviene perché non insistono abbastanza per avere un aumento: a smentire questa teoria è una ricerca, effettuata congiuntamente dalla Cass Business School e dalle università di Warwick e del Wisconsin. Lo studio, che ha coinvolto 4.600 lavoratori, ha infatti dimostrato che le donne chiedono di avere un aumento al pari degli uomini. Solo che poi non lo ottengono.

«PURA DISCRIMINAZIONE»
La ricerca ha comparato i salari di uomini e donne, con impieghi a tempo pieno e part time: da quanto emerso, i maschi hanno il 25% di possibilità in più, rispetto alle colleghe donne, di ottenere un aumento, quando decidono di chiederlo. Lo studio è stato effettuato su lavoratori australiani perché l’Australia è l’unico Paese che sistematicamente mette a registro ogni richiesta di aumento, con le relative motivazioni che poi portano all’eventuale concessione oppure alla negazione. Andrew Osvald, docente di Economia e Scienze Comportamentali all’Università di Warwick, si è detto stupito dai risultati della ricerca: «Può darsi che le cose in Australia funzionino in modo strano, ma lì la realtà economica è a metà strada tra quella statunitense e britannica. Quindi dobbiamo accettare che ci siano elementi di pura discriminazione».

BUONE NOTIZIE PER IL FUTURO
L’indagine ha anche sfatato il mito secondo cui le donne eviterebbero di chiedere un adeguamento del salario per timore di far arrabbiare il loro capo o di alimentare sgradevoli stereotipi al femminile. La ricerca ha evidenziato inoltre delle differenze. Ad esempio, gli uomini che non ottengono un aumento non ne parlano e tengono per sé la relativa delusione, mentre le donne guardano avanti e non hanno problemi a dirlo alle amiche. Almeno, c’è una buona notizia, per chi non è troppo in là con gli anni: «Le giovani lavoratrici oggi negoziano il loro salario con più successo rispetto alle colleghe più vecchie, e c’è da credere che continueranno a farlo anche tra qualche anno, quando saranno più ‘mature’», ha detto Amanda Goodall della Cass Business School, parte della City University di Londra.

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Publicato in: Fatti Argomenti: Data: 06-09-2016 01:00 PM


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