Tutti attenti, ora parlo io

di Caterina Belloni
Nelle riunioni di lavoro nessuno vi ascolta perché siete una donna? Abbiamo intervistato l'esperta Susan Young per chiederle dei consigli su come tenere alta l'attenzione dei vostri colleghi distratti.

ThinkstockPhotos-469821153Quando in una riunione prende la parola una donna l’attenzione cala. Se c’è un uomo al microfono nessuno fiata e gli occhi sono puntati su di lui. Se invece tocca a una signora esprimere valutazioni e progetti il livello di concentrazione cala: qualcuno controlla il cellulare, altri scribacchiano sul foglio, c’è chi pensa guarda altrove. Uno smacco, per manager che hanno grandi idee ma non riescono a diffonderle. Ad aiutarle, però, da qualche tempo ci pensa Susan Young, esperta di comunicazione e di organizzazione aziendale, che dopo decenni di ‘distrazioni subite’ e di arrabbiature ha messo a fuoco un metodo per insegnare alle persone Come farsi ascoltare in una riunione. Il titolo dei suoi corsi è proprio questo.

susan-youngDOMANDA: Come ha iniziato a pensare a questo programma?
RISPOSTA: È cominciato tutto dalla mia esperienza personale. Mi sono occupata di piccole e grandi compagnie e ho sempre constatato come alle donne non venisse dato abbastanza spazio nelle riunioni e quanto fossero poco seguiti i loro suggerimenti. Di recente, poi, come responsabile della International Women’s Forum per la Gran Bretagna, ho avuto modo di confrontarmi con altre signore e capire che avevano avuto esperienze analoghe. Così ho deciso di creare dei seminari in cui spiegare come si può evitare questo problema.
D: Da cosa dipende a suo parere questa mancanza di attenzione?
R: Sono convinta che sia colpa del modo in cui le persone si propongono. Spesso, chi prende la parola non sa dimostrare con il suo atteggiamento, il suo tono e il suo stile, che sta facendo sul serio. In fondo credo dipenda da un retaggio antico. Sin da quando sono bambine le donne cercano la mediazione e la collaborazione, non vogliono accentrare e prevalere. I maschi, invece, sin da piccoli combattono per avere la predominanza. E questo, secondo me, li allena a farsi ascoltare e notare.
D: Insomma sarebbe una questione di genere?
R: Più che altro di comportamento, che nasce spontaneo. Le donne sono più inclusive, meno individuali. E questo, quando si tratta di un meeting, non giova.
D: I suoi seminari si tengono solo alla City Academy di Londra?
R: No, si possono organizzare anche nelle aziende. Ci sono diverse modalità: dal fine settimana di full immersion, al corso che si prolunga per settimane, con una seduta in un giorno fisso. Dipende da ciò che si vuole ottenere.
D: È vero che rubate trucchi e idee dal mondo dello spettacolo?
R: La recitazione è un elemento fondamentale, ma non l’unico. Gli attori imparano a farsi ascoltare dal pubblico attraverso alcuni stratagemmi e noi li trasferiamo nel contesto degli affari. È importante come si parla, ma anche come si reagisce al pubblico, come si intuiscono i feed back che riceviamo e come si incanalano per il meglio.

I pilastri su cui si basa il corso di Susan Young sono essenzialmente quattro. Da ognuno di questi deriva una regola chiave da tenere sempre a mente quando ci si accinge a parlare in pubblico.

SIAMO LA NOSTRA VOCE
La prima cosa essenziale è saper usare la voce. Perché il nostro tono ci aiuta a imporci. Prima di entrare in una riunione, quindi, conviene fare esercizi di respirazione e rilassarsi. I polmoni devono essere aperti per dare risonanza adeguata alle parole. Le spalle vanno rilassate. Solo così la voce fluisce verso il pubblico nella sua pienezza ed è difficile sfuggirle.

L’APPARENZA NON INGANNA
Se si entra in riunione con l’aria dimessa sarà difficile farsi ascoltare. Meglio arrivare con decisione, stare con i piedi ben piantati a terra, guardare gli interlocutori negli occhi, tenere la testa eretta e l’aria decisa. Bisogna avere sicurezza per trasmettere fiducia e perché il pubblico non si distragga. Per arrivare a questo atteggiamento serve esercizio, quindi, come fanno gli attori, conviene provare e riprova la postura e lo sguardo oltre che il tono delle parole. Il linguaggio del corpo è fondamentale per sostenere delle buone idee.

GENTILI MA NON TROPPO
In un meeting di lavoro occorre essere gentili ma senza eccessi. Nel senso che non si può farsi indietro, non si deve abbandonare la tensione, non è concesso dimostrarsi deboli. Quando si deve prendere la parola non serve chiedere il permesso, Bisogna farlo e basta, perché consentirci di esporre un’idea in pubblico è il semplice fatto che si tratta di una buona idea. Meglio essere diretti e determinati.

MAI ACCONTENTARSI
Se al primo intervento nella riunione nessuno dimostra attenzione, l’importante è non lasciarsi andare e non demoralizzarsi. Occorre insistere, tentare, riprovare. Voce intensa, linguaggio ricco e ben costruito, postura eretta, atteggiamento sicuro:  bisogna riprendere la parola e cercare di conquistare l’uditorio. Chi lascia perdere non potrà mai vincere la sfida ed essere ascoltato.

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Publicato in: Fatti, Protagoniste Argomenti: , , , Data: 10-02-2016 03:48 PM


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