La violenza? Si combatte con il lavoro

di Carmine Castoro
Intervista a Tea Di Milo, la fondatrice dell'impresa di pulizie Piccole Donne, che dà un impiego alle vittime di abusi. Tante le iniziative, tra cui la fiaccolata Una rosa per un sorriso.

1o convegnoBastano poche battute per capire la sua tempra e i drammi personali da cui proviene. Se le chiedi: «Che fai nella vita?» ti risponde con modestia: «C’è una domanda di riserva?», poi subito ricorda gli umili lavori che ha fatto in passato, con orgoglio, e in venti parole fa sventolare alta la bandiera di una femminilità fatta di dolore ma soprattutto di coraggio. «Adesso dirigo un’impresa di pulizie, ‘Piccole Donne‘. Una piccola famiglia. Offro lavoro a donne vittime di violenza».

LA MISSIONE DI TEA
Già. Tea Di Milo è una vera donna del Sud, vive a Vico del Gargano ma è nativa di Peschici, sempre in provincia di Foggia; una lavoratrice che, seppur travolta da pregiudizi, maschilismi, esperienze terribili di abusi e minacce da parte dell’ex compagno, ha saputo rialzarsi, costruire un progetto di cooperazione, offrire un rifugio e una via di fuga a tante altre mogli e fidanzate che dall’amore hanno avuto solo ferite. Ha ridato loro speranza e la voglia di tornare a difendere la propria dignità, con l’autonomia di un’occupazione, la sicurezza di un’entrata economica. ‘Piccole Donne’, nata ufficialmente nel 2012, ha subito iniziato la sua battaglia per attirare l’attenzione degli indifferenti su un tema delicatissimo e cruento come le violenze fisiche e psicologiche subite dalle donne e i femminicidi.

la nostra tortaIL SOLE DELLA DIGNITÀ
«L’integrazione passa innanzitutto per il non essere sottomessi a nessuno, per il non essere costretti a soddisfare i propri bisogni primari obbedendo alla volontà di qualcuno», racconta Tea. Come logo di ‘Piccole donne’ ha scelto un sole gigantesco che si specchia in un mare placido, perché è come se fosse una fabbrica di sogni ed emancipazione. Ma l’impegno di Tea non si ferma qui. Perché per tenere sempre il faro puntato sul tema organizza campagne di sensibilizzazione sul territorio, fiaccolate, eventi sportivi e didattici.

DOMANDA: Perché hai creato ‘Piccole Donne’?
RISPOSTA: Lo scopo era fornire lavoro alle donne vittime di violenza, ragazze madri, e in genere a tutte coloro che non hanno la possibilità di offrire una vita dignitosa ai propri figli. Si offre loro non solo lavoro ma assistenza legale e psicologica. Non nego che dietro quest’idea ci sia  un vissuto personale che gioca un ruolo fondamentale: io stessa sono stata vittima di stalking  e ho due figli, quindi conosco bene i disagi di quell’orrendo periodo della mia vita. ‘Piccole Donne’ si pone l’obiettivo di essere la luce in fondo al cupo tunnel della violenza.
D: In base a quali requisiti o percorsi avviene l’inserimento di una ragazza bisognosa di lavoro e ospitalità?
R: In questa azienda il curriculum lavorativo passa in secondo piano. Il requisito fondamentale è la situazione familiare. Le situazioni vengono valutate  in base alla gravità delle esperienze pregresse con l’attribuzione dei colori Rosso, per i casi più importanti, e Rosa per quelli che possiamo ritenere non urgenti, in attesa. Poi le veterane e io, personalmente, ci occupiamo di formare al lavoro  le novelle per offrire un servizio di qualità ai nostri clienti.
D: Qual è il tuo rapporto con la cittadinanza del Gargano e con le istituzioni pubbliche? Solidarietà o ostilità?
R: Varia da persona a persona: riceviamo gesti di grande affetto da alcuni, e scetticismo da altri. Le istituzioni pubbliche, invece, rispettano molto questa iniziativa e cercano di supportarci per quanto possibile.
D: Qual è il caso che ricordi di più, fra le ragazze che hai accolto?
R: Mi viene difficile scegliere un caso emblematico. Vedere donne terrorizzate, malconce e disperate, con delle vite così innocenti da difendere, mi riporta alla mente vecchi ricordi… Un caso che ho particolarmente a cuore, forse, è quello di una giovane donna che, dopo aver denunciato il marito, è riuscita a ricostruirsi una vita felice con il suo angelo, il figlio, e un nuovo compagno. Questo mi riempie il cuore di gioia.
D: Voi organizzate delle attività per i figli delle mamme che aiutate.
R: Abbiamo un laboratorio creativo dove i bambini si divertono a fabbricare oggetti, e poi facciamo la merenda tutti insieme con i biscotti fatti da noi. È un modo per portare questi angeli in un’oasi di pace e tranquillità che ogni bimbo o bimba dovrebbe ricevere di diritto.
5 fiaccolataD: Dal 2012 organizzate la manifestazione Una Rosa per un Sorriso. In che cosa consiste?
R: Una Rosa per un Sorriso è una fiaccolata che si conclude con il lancio di palloncini contenenti i nomi di vittime del femminicidio.L’obiettivo è sensibilizzare la cittadinanza sulla tematica della violenza. La speranza è che coloro che partecipano possano combattere questo fenomeno, che spesso pensiamo lontano da noi.
D: Che cosa si può fare?
R: Basterebbe non bendarci gli occhi e non tapparci le orecchie per capire che la donna della porta a fianco sta subendo violenza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Publicato in: Fatti, Protagoniste Argomenti: , , , , Data: 22-01-2016 06:49 PM


Lascia un Commento

*