La svolta dipende da te

di Francesca Amé
Cambiare carriera e vita nel 2016? Sei tu a decidere. Ecco i dieci consigli della motivatrice e attivatrice di business Elisa Caltabiano per reinventarsi senza snaturarsi.

ThinkstockPhotos-520195973Gennaio, mese di buoni propositi, di nuovi inizi. E di pianificazione. È il momento migliore per fermarsi e decidere che cosa si vuole davvero fare da grandi. Così la pensa Elisa Caltabiano, 35 anni e due figlie, una laurea in Economia e Commercio, un passato in banca e una vita, da 7 anni, reinventata da cima a fondo. Niente più ufficio, niente orari fissi ma un percorso di formazione serio, passato per la Business School di Marie Forleo e varie esperienze all’estero, che l’ha resa nota in rete come Elisavoilà, apprezzata «motivatrice e attivatrice di business». In poche parole, Elisa aiuta altre donne a incubare e poi realizzare i propri sogni professionali, a capire quali sono le attitudini su cui puntare e i difetti da correggere, a cogliere le opportunità, a non abbassare gli occhi davanti alle (comprensibili) paure.

REINVENTARSI LIBERE
Insomma, lavora per far lavorare bene le donne che decidono di mettersi in proprio, chi ha in mente di aprire una start-up e chi, per necessità o perché si è trovata fuori dal mercato dell’impiego tradizionale, cerca una strada alternativa: la libera professione. Un service online, un negozio, un’attività artigianale, un progetto super-tecnologico, un asilo nido, una ludoteca, una galleria d’arte: non importa che cosa, ma il come, il metodo con cui si affronta il cambiamento.  Per agevolare le donne in questo delicato passaggio, Elisa ha appena pubblicato un workbook, uno strumento di lavoro, intitolato Crea il tuo 2016 (qui per scaricarlo gratuitamente). E, in collaborazione con  Mamma&Lavoro, tiene workshop e webinar a misura di donne che vogliono re-inventarsi appunto.

Elisa Caltabiano

Elisa Caltabiano

Ma cosa bisogna fare per rendere il 2016 l’anno della svolta? Ecco le dieci (e un prezioso consiglio finale) che Elisa Caltabiano ha svelato a LetteraDonna.

SCEGLI QUALCOSA CHE TI PIACE. Anche un hobby, se coltivato bene, può diventare una professione.
NON BUTTARE AL MACERO IL TUO CV. Quello che hai fatto fino ad ora definisce ciò che sei e può tornarti utile. Quando si avvia un’impresa, piccola o grande che sia, servono molte competenze e non è detto che un passato in un ufficio amministrativo non sia utile se si voglia aprire un negozio o diventare insegnante di yoga (saprai come far quadrare i conti, come gestire le fatture, ad esempio).
NON AVERE PAURA DI CAMBIARE IDEA. Non è detto che il primo progetto lavorativo in proprio sia quello più adatto a te. Resta con la mente aperta a tutte le opportunità.
LEGGI E INFORMATI. Non è mai abbastanza, soprattuttto se non hai ancora chiara qual è la tua inclinazione. Elenca gli argomenti che cerchi maggiormente in Rete, le notizie o i blog che segui con interesse: questa analisi ti aiuterà a capire che cosa cattura di più la tua attenzione.
CHIEDI AIUTO A CHI TI CONOSCE BENE. Invita un ex cliente, un ex collega, qualche parente o amico a scrivere tre qualità che ti riguardano. Raccogli i risultati e leggili con calma: è la ‘doccia positiva’ di cui tutte abbiamo bisogno per essere davvero consapevoli delle nostre qualità. Scoprirai pregi che non pensavi di avere.
VALUTA CON ONESTÀ LE TUE ESIGENZE DI VITA. Se pianifichi una famiglia a breve, non puoi puntare su progetti imprenditoriali che implichino lunghe trasferte o ingenti investimenti economici.
NON AVERE FRETTA. Spesso chi decide di reinventarsi pretende, dopo anni di vita da dipendente, di aprire una piccola attività in poche settimane: meglio gustarsi il tempo del cambiamento e fare scelte ponderate.
NIENTE SALTI NEL BUIO. L’entusiasmo è bello, ma solo la ragione porta a risultati concreti. Qualsiasi sia il settore di tua competenza, analizza il mercato, per capire quale potrebbe essere la tua unicità e la caratteristica che ti rende appetibile, scrivi e riscrivi più volte il business-plan, intervista i potenziali clienti. La fase di incubazione richiede tempo, pazienza e metodo.
COSTRUISCI UN NETWORK. Uno dei problemi di chi lascia l’ufficio per lavorare in proprio è la mancanza di confronto con i colleghi. Bisogna crearsi presto una rete di professionisti con lavori simili: è utile per lo scambio di pareri e il confronto.
SII TE STESSA, SEMPRE. Mettersi in proprio è una rivoluzione copernicana per chi è abituato ad avere uno stipendio a fine mese, ufficio o orari fissi. I primi tempi possono far emergere paure, tensioni, l’ansia di non farcela: non mettere a tacere queste emozioni, sono normali.

«Al decalogo aggiungo un suggerimento per le tante donne motivate a cambiare e spesso in bilico tra professione e vita privata: gratificatevi. Mettete in agenda un piacere che vi faccia staccare dal lavoro. Può essere il parrucchiere, una piccola gita, una lettura serale, l’uscita con un’amica: sarà il vostro carburante. La corsa durante un cambio-vita è dura ed estenuante: prendetevi cura di voi stesse», conclude Elisa Caltabiano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Publicato in: Protagoniste Argomenti: , Data: 19-01-2016 12:32 PM


Lascia un Commento

*