A tu per tu

La signora dei droni

di Daniela Uva
Intervista a Valentina Russo, la prima donna italiana a pilotare i più moderni aeromobili.

Sono i gadget tecnologici più richiesti del momento. Perché consentono di scoprire il mondo da un punto di vista decisamente invidiabile: il cielo. I droni affascinano un numero sempre maggiore di persone, e il dato nuovo è che piacciono moltissimo anche alle donne. Sono più di dieci quelle che, sia in ambito civile sia militare, hanno conseguito l’abilitazione per pilotare i robot volanti nel nostro Paese. Il dato è stato fornito dall’Associazione italiana aeromobili a pilotaggio remoto. Che evidenzia una continua crescita di un settore solo in apparenza di nicchia.

valentinarussoPILOTA PER CASO
Fra queste appassionate in rosa c’è anche Valentina Russo, il primo pilota donna in Italia. La sua passione per i droni è nata un po’ per caso, grazie a un assegno di ricerca ottenuto dopo la laurea (con lode) in Ingegneria edile e architettura. Da allora Valentina, 29 anni da Bologna, non ha più smesso di pilotare. «Per passione, certo. Ma soprattutto per lavoro», ha spiegato.

DOMANDA: Come ha deciso di entrare nel mondo dei droni?
RISPOSTA: È capitato quando, dopo la laurea, ho ottenuto una borsa di ricerca europea sul tema dei droni e della fattibilità di impresa nel loro utilizzo. Era il biennio tra il 2011 e il 2012 ed è stata una scommessa perché questi dispositivi non erano conosciuti come adesso. Nel frattempo ho cominciato a occuparmi di rilievi e topografie, e mi sono resa conto di come questi velivoli potessero essere utili per il mio lavoro.
D: Lei come spiega il boom dei droni?
R: Questi apparecchi consentono di guardare il mondo da un punto di vista privilegiato. Sono molto utili in diversi campi, a partire dall’ingegneria visto che permettono di ottenere i risultati più velocemente, in maniera precisa e con costi minori. Ma ho notato una crescita anche in altri ambiti professionali e anche per quanto riguarda il tempo libero.
D: Come mai le donne si stanno appassionando?
R: I droni si stanno diffondendo sempre di più, e quindi cominciano a interessare tutti. Un tempo il loro utilizzo era ristretto al campo dell’aeromodellismo, che è più vicino al mondo maschile. Adesso invece vengono usati anche per lavoro. Da donne e uomini senza distinzione.
D: In Italia siete una decina a usarli…
R: In effetti le donne sono ancora poche, ma personalmente non vedo alcun tipo di limitazione di sesso in questa professione. Credo sia solo una questione di tempo, ma poi la percentuale di donne si livellerà come in tutte le altre professioni.
D: È difficile pilotare un drone?
R: Difficoltà particolari non ce ne sono, occorre solo molta pratica. Poi ovviamente molto dipende da quello che si vuole ottenere. Ci sono stili di volo acrobatici, e molto complessi, che però sono fini a se stessi. E stili più semplici e utilissimi per il lavoro. Le conoscenze di base servono a pilotare in sicurezza e a far atterrare il drone.
D: Lei quanto ci ha messo a imparare?
R: In realtà solo pochi mesi, anche perché sono portata. Ho fatto pratica in un campo di volo vicino Ferrara e poi su un simulatore. Il drone con le eliche è il più semplice, e adesso pilotare è ancora più facile grazie alla presenza di sensori supertecnologici.
D: Quanto costa un drone?
R: Un apparecchio commerciale pronto per il volo oscilla fra due e tremila euro. Ma ci sono velivoli anche più costosi. In ogni caso i prezzi stanno scendendo.
D: Prevede un ulteriore crescita?
R: Senza dubbio. Anche perché la tecnologia sta facendo passi da gigante.

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Publicato in: Protagoniste Argomenti: , , , , Data: 19-05-2015 05:14 PM


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