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Prossima fermata Pentagono

di Federica Barella
Donna e soldato. Così Kelly McCoy ha scalato l'esercito americano.

A scuola non ha mai voluto far parte di nessuna squadra sportiva. Meglio trascorrere il tempo libero in biblioteca, a casa a divorare libri di storia e scienze opuure  a studiare il cinese. Kellie McCoy, 39 anni, di St. Louis, era in guerra già a otto anni per conquistare voti sempre più alti in tutte le materie tanto da riuscire a saltare un anno intero tra le scuole medie e l’high school. Colonnello dell’esercito americano, ex cadetto di West Point con una laurea in ingegneria, quattro missioni sul fronte del Medioriente, pluridecorata per essere riuscita a  salvare un intero convoglio americano durante un attacco kamikaze, McCoy è però tutto tranne che il simbolo della guerra.
Di corporatura decisamente non statuaria, occhi dolci e un sorriso disarmante, quando la incontri è difficile immaginarla in azione in Iraq o Afghanistan mentre salva la vita ai suoi commilitoni o mentre comanda una compagnia avanzata di paracadutisti americani o il super corpo dei Delta Force. Ma mentre ti saluta, porgendoti la sua piccola e minuta mano in una stretta forte e decisa, allora capisci che per Kellie McCoy nulla è impossibile.

Kellie McCoy

Kellie McCoy, colonnello dell’esercito americano, ha 39 anni e potrebbere essere la prima donna scelta ad avere un ruolo di comando al Pentagono, il quartier generale del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.

PROSSIMA FERMATA IL PENTAGONO
Tanto che c’è chi è pronto a scommettere che la sua prossima missione non sarà al fronte, ma al Pentagono. Ora, ha 39 anni, è tenente colonnello. E per molti ha le doti giuste per arrivare molto in alto. Nel frattempo è uno dei volti più sfruttati dell’esercito americano. Conferenze, incontri, dibattiti, campagne per raccolta fondi: Kellie McCoy c’è sempre. È stata scelta anche dal ceo di Starbucks, Howard Schultz , come esempio e simbolo della sua fondazione Onward Veterans.
Schiva e apparentemente timida, quando è in pubblico non si sottrae però alle tante domande, anche se spesso uguali e ripetitive. Alle quali lei però risponde sempre con una forza travolgente. «Essere donna in guerra? Non so che significhi. Io sono un soldato. Per questo a noi tutte dico: sul lavoro, qualsiasi sia il nostro campo, non concentriamoci sul nostro essere donne, ma sulla nostra bravura», ha detto a Letteradonna.it.

Spostata con un collega

Sposata, divorziata, Kelly McCoy è in missione nelle zone di guerra dal 2001.

NON HA RINUNCIATO AL RUOLO DI MOGLIE
Un soldato che però non ha dimenticato di essere donna. Ha scelto l’accademia militare solo perché invogliata da una laurea praticamente gratuita grazie all’esercito. Ha dovuto tagliare i capelli corti appena entrata a all’accademia di West Point, culla dell’eccellenza dell’esercito americano. Ha dovuto rinunciare agli orecchini. Ha dovuto anche sopportare fatiche fisiche che lei neanche immaginava. Il tutto senza farsi mancare nulla, neanche una romantica storia d’amore con suo compagno di corso sposato qualche giorno dopo essere uscita da West Point e poco prima la missione di debutto all’estero di entrambi, in Germania. Dopo l’uscita dall’accademia nel 1996, ha passato quattro anni in Europa, tra le basi di appoggio e il Kosovo.
Poi il rientro negli States, un divorzio consumato senza drammi e quindi, dopo l’11 settembre del 2001, una vita perennemente in missione, oscillando tra Iraq e Afghanistan. Fino all’episodio che le è valsa una stella al valore: settembre del 2003 in Iraq. Poi è entrata nel super corpo specialistico del Delta Force, impegnati ovunque in Medioriente. Un’esperienza che la stessa McCoy ha più volte definito come una super-scuola di guerra. E un passo obbligato per lei che potrebbe diventare la prima donna con un ruolo di peso al Pentagono.

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Publicato in: Protagoniste Argomenti: , , Data: 03-12-2014 03:55 PM


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