Storie

Meglio sui tetti che in ufficio

di Daniela Uva
Hanno abbandonato professioni impiegatizie per andare sui tetti. Con una cosa in mente: libertà.
vvvv

Francesca Carnati all’opera.

Una vive in provincia di Verbania, l’altra di Monza Brianza. Una ha 56 anni, l’altra 34. Una ha lasciato un precariato senza fine, l’altra ha detto addio a un lavoro a tempo indeterminato.
Sono diversissime Manuela Milani e Francesca Carnati, ma una cosa in comune ce l’hanno: sono due donne spazzacamino.
Una vera e propria rarità nel nostro Paese, dove in totale le signore che si arrampicano sui tetti per pulire le canne fumarie sono solo quattro. E tutte soddisfatte del loro lavoro che non cambierebbero per nulla al mondo.
DA INSEGNANTE PRECARIA A SPAZZACAMINO
Manuela è stata per molti anni un’insegnante precaria, una supplente delle scuole materne che non è mai riuscita a stabilizzarsi. Così, a 30 anni suonati, ha deciso di unirsi alla ditta di famiglia. Ha indossato la tuta e ha passato i successivi 27 anni a girare per le case della provincia di Verbania. A mettere in sicurezza i camini. A Letteradonna.it ha detto: «Ho lasciato la vita da precaria perché non ce la facevo più. Quando sento il premier Renzi dire che il posto fisso è morto mi arrabbio tantissimo. Il posto fisso è importante: dà serenità, permette di programmare, aiuta a sentirsi utili, se non indispnesabili, per l’azienda nella quale si lavora. Oggi invece tutto è precario, dal lavoro ai sentimenti. Non è giusto». Anche se ci tiene a precisare che «i giovani non hanno molta voglia di sacrificarsi, è anche per questo che non trovano lavoro. In pochissimi, per esempio, vogliono fare gli spazzacamino. C’è da sporcarsi le mani, c’è da stare fuori i giorni festivi. Mentre è molto più comodo passare il tempo dietro una scrivania».
NESSUN RIMPIANTO
Lei quella scrivania, precaria, l’ha lasciata. E oggi non si pente: «Faccio questo lavoro con passione e mi rendo conto di quanto sia utile per gli altri».
SUI TETTI MEGLIO CHE IN UFFICIO
Anche Francesca è felicissima della sua nuova vita, che ha scelto abbandonando un lavoro a tempo indeterminato come analista contabile. Lo ha fatto per amore, per seguire il sogno del suo fidanzato Marco. Adesso ha 34 anni, vive ad Arcore nella provincia di Monza Brianza e non si è mai pentita della scelta fatta. «Adoro questo lavoro, nonostante a volte sia un po’ sacrificante. Ma in fondo non è così diverso da tante altre occupazioni. Chi lavora in fabbrica non fa meno sacrifici di me», ha detto.
Lei è l’unica iscritta all’Associazione nazionale fumisti e spazzacamini. «Ho tantissime soddisfazioni. I miei clienti mi dimostrano di apprezzare il mio lavoro passando il nominativo ai loro amici. Ci appoggiamo molto sul passaparola e da quello ci rendiamo conto che lavoriamo bene», ha aggiunto.
UN LAVORO STAGIONALE CHE NON ARRICCHISCE
Gli affari vanno abbastanza bene, anche se con la crisi e la burocrazia c’è poco da scherzare. «Si tratta di un lavoro stagionale, che di certo non arricchisce. Qualche volta facciamo fatica a far quadrare i conti, ma ormai faccio questo mestiere da cinque anni e non tornerei mai al mio posto fisso. Continuo a tenere la contabilità della mia ditta e sono felice così».
LE DIFFICOLTÁ NON MANCANO
Nonostante qualche difficoltà: «Per una donna, che ha meno forza di un uomo, a volte è difficile pulire i comignoli. Ma io non mi arrendo mai. All’inizio mi stupivo di quello che trovavo nelle canne fumarie. Ma ormai penso di aver davvero visto tutto», ha proseguito. Per poi concludere:«Per arrivare fino qui ho frequentato una scuola e seguo sempre corsi di aggiornamento. E nonostante a volte i soldi siano pochi, non sento la mancanza dello stipendio fisso, delle ferie, delle malattie pagate e della tredicesima. Sono molto più felice così».

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Publicato in: Protagoniste Argomenti: , , Data: 02-11-2014 09:00 AM


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