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Sogno un matrimonio gay

di Daniela Uva
Just2! è solo l'ultima società di wedding planner per omosex. Un mercato in continua crescita anche in Italia.
Dedi Salmeri e Franco Bosisio.

Dedi Salmeri e Franco Bosisio.

In Italia il matrimonio fra persone dello stesso sesso non è ancora legale, anche se a partire da Bologna qualcosa si sta muovendo grazie al registro che permette di trascrivere le unioni contratte all’estero.
Ma ciò non toglie che migliaia di persone omosessuali sognino di compiere il grande passo, se necessario andando oltre confine. Naturalmente con una cerimonia in grande stile. Per questo in tutto il mondo stanno nascendo agenzie di wedding planner specializzate proprio nel mondo gay.
BOOM DI WEDING PLANNER PER CERIMONIE OMOSEX
Il fenomeno è arrivato anche nel nostro Paese, dove da due anni circa sono iniziate a fiorire agenzie specializzate in questo tipo di cerimonie. La prima è stata Same Love. Poi ne sono seguite altre. Sempre nella capitale per esempio c’è Wedding planner green, mentre a Correggio (Reggio Emilia) opera Amore per sempre. E in Puglia lo scorso luglio è stata fondata Uga, Apulian gay union.
L’ultima arrivata è  Just2!, che ha aperto i battenti a Milano, dopo averlo fatto già a Londra.
L’agenzia si rivolge a una clientela internazionale, soprattutto europea, anche se i due fondatori sono italianissimi. L’obiettivo è realizzare eventi ideati per le coppie gay che, in attesa che anche da noi si arrivi al riconoscimento legale delle nozze, vogliono ufficializzare la loro unione con amici e parenti.
L’IDEA NATA SULLA SPIAGGIA
L’idea è venuta a Franco Bosisio e Dedi Salmeri. Lui è l’uomo che ha lanciato in Italia il fenomeno Swatch e che ha ridato smalto al brand Superga, ora consulente di marketing per vari brand. Lei una esperta in pubbliche relazioni. La loro società si distingue dalle altre presenti in Italia perché è la prima nel nostro Paese che si avvale della certificazione del Gay Wedding Institute di New York. «L’idea è nata un po’ per caso», ha raccontato Salmeri. «Pensavo già da tempo di dedicarmi al lavoro di wedding planner. Poi, lo scorso febbraio, ho fatto un viaggio in India. Sulla spiaggia ho conosciuto una coppia omosessuale, con la quale ho iniziato a chiacchierare. Così ho capito che sarebbe stato bello indirizzare la mia idea originaria verso il mondo gay».
DA LONDRA ALL’ITALIA
Immediatamente è nato il sodalizio con il secondo fondatore, Franco Bosisio: «Rientrata a Milano ho chiamato il mio socio, che è subito stato entusiasta del progetto. Così siamo partiti da Londra, per poi arrivare in Italia», ha proseguito Salmeri. Con un’agenzia che non si limita a organizzare la festa. Ma cura anche gli aspetti legali dell’unione, la consulenza psicologica, il percorso di remise en forme per non sfigurare con l’abito nuziale e qualunque problema di ordine pratico possa sorgere relativamente alla tutela dei propri diritti.
SEI MILA EURO PER 30 INVITATI
Esistono diverse soluzioni. I prezzi? Un matrimonio chiavi in mano parte da circa sei mila euro (con una base di trenta invitati). L’altra, decisamente più costosa, è definita “Haute Couture” e permette di realizzare una festa esclusiva in qualunque angolo del pianeta.
MERCATO IN CRESCITA IN ITALIA
La domanda pare essere in crescita anche in Italia. «Prima di approdare a Milano, abbiamo fatto un’indagine, dalla quale è emerso il favore crescente verso questo tipo di feste», ha proseguito la responsabile.
«Piacciono sia alle coppie consolidate, che dopo tanti anni di convivenza decidono di ufficializzare la loro unione con i parenti e gli amici. Sia a quelle più giovani, che grazie all’evoluzione dei tempi si sentono maggiormente accettate e quindi si lanciano più facilmente verso il grande passo». Con un grande obiettivo: godersi la vita insieme. A dispetto di qualunque pregiudizio.
E poi, c’è unmercato potenzialmente interessante e in crescita. Come conferma il sociologo Enrico Finzi: «Tutte le ricerche indicano che sono in atto quattro mega-trends di lungo periodo: 1) La crescita della serena consapevolezza degli omosessuali (femmine e maschi) dei propri diritti omologhi a quelli degli eterosessuali. 2) Il riconoscimento sociale di tali diritti, compresi quelli relativi all’istituzionalizzazione delle coppie lesbo e gay. 3) Il diffondersi ‘multiculturale’ di modelli diversi di sessualità e di coppia, sia etero sia omo. 4) All’interno di tale pluralità, il diffondersi della ‘assisted wedding culture’».  E in un periodo dove le opportunità di business scarseggiano, non cogliere quelle esistenti sarebbe davvero un peccato.

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Publicato in: Protagoniste Argomenti: , , Data: 18-09-2014 12:00 PM


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