Una testarda in cantina

Ha rivoluzionato la sua vita. Ed è diventata una produttrice di vino. Chi è Stefania Crociani

di Marianna Venturini

Susanna Crociani

Susanna Crociani

La storia di Susanna Crociani è fatta di vino e tradizione. Oggi è una produttrice vinicola indipendente nella campagna di Montepulciano, ma in passato è stata una figlia ribelle, cresciuta tra i filari di vigne eppure molto distante dall’universo enologico.
Per il suo 12esimo compleanno il padre Arnaldo le regalò una bottiglia di Vin santo del 1951 con una dedica speciale: «In esclusiva per Susy».
Forse era il tentativo di avvicinarla al mondo del vino.
Susanna ancora ricorda lo stupore dei suoi fratelli nel vedere che la preziosa bottiglia era affidata alla bambina che meno di tutti sembrava propensa a seguire la tradizione familiare.
«I parenti mi consideravano lontana dal mondo del vino, però c’è sempre stato un filo rosso che mi ha tenuto legata a Montepulciano», ha detto a LetteraDonna.it.
Quel filo ha origine da suo nonno e suo padre che le hanno tramandato la tradizione vitivinicola della campagna senese. «Amo profondamente la mia terra e adesso amo anche quello che faccio».

DA TOUR MANAGER MUSICALE A PRODUTTRICE DI VINO
Già, adesso, perché prima di diventare una produttrice del Vino Nobile di Montepulciano, Susanna si è allontanata dalle sue terre per seguire la passione musicale. Ha studiato al Dams di Bologna poi si è trasferita a Roma per fare la tour manager di artisti di musica classica e moderna.
Solo alla morte del padre, nel 1999, ha scelto di ritornare in Toscana. «Per un anno ho fatto la spola tra Roma e Montepulciano, alla fine ho capito che dovevo stabilirmi qua».
CRESCIUTA A PANE E VINO
Nonostante avesse preso una strada diversa Susanna è cresciuta «a pane e vino», come ama dire, e quella tradizione ce l’ha nel sangue. «Ho sentito un senso di responsabilità fortissimo, un amore per la mia famiglia, le botti e i vigneti. Devo portare avanti quel sogno e lo faccio con molta umiltà».
DA ASTEMIA A DEGUSTATRICE
Fino a quel momento Susanna era astemia e beveva solo acqua, rigorosamente naturale. «Mai fumato, mai bevuto caffè o vino. All’improvviso mi sono ritrovata a dover gestire un vigneto di 10 ettari».  E così ha fatto.
Suo padre l’avrebbe voluta far tornare anche prima ma lei gli rispondeva sempre: «Non mi vedrai mai in cantina». Invece adesso si muove con disinvoltura tra le botti fin dal primo mattino per assaggiare e riassaggiare. Il suo motto è: «Voglio fare il vino come piace a me».
Le sue 60mila bottiglie classificano la cantina tra i piccoli produttori e ormai Susanna è parte integrante dell’ambiente vitivinicolo. «Ci sono tante donne in gamba in questo settore. Abbiamo la capacità di dare qualcosa in più», ha spiegato.
DA MONTEPULCIANO ALLA CONQUISTA DEL MONDO
Grazie alla sua impostazione manageriale le bottiglie di Vino Nobile di Montepulciano hanno girato il mondo raggiungendo le tavole straniere. «Avevamo un punto vendita nel cuore della città poi ho cambiato strategia» ha detto. «Forse dovrei dedicarmi anche al mercato interno, ma per il momento sono orientata all’estero».
LA QUALITÁ PRIMA DI TUTTO
Come produttrice ha mantenuto un carattere tutto suo, per questo preferisce non mandare le bottiglie alle riviste specializzate del settore e dedicarsi alla qualità.
«Ho cercato di mantenere la produzione del mio vino il più naturale possibile. Evito i pesticidi, facciamo la vendemmia a mano e utilizziamo vitigni autoctoni», ha detto. «Voglio tirar fuori tutti i profumi migliori del nostro Sangiovese senza imbastardirlo».
A suo fratello ha dedicato un vino che si chiama Il segreto di Giorgio. «Avevamo parlato di questa nuova bottiglia di ritorno dal Vinitaly», ha spiegato. «Sul momento non ero molto convinta, ma quando è arrivato il momento di ricordare Giorgio ho pensato che il modo migliore fosse una bottiglia».
L’OTTIMISMO COME MOTORE PER LA CRESCITA
L’ultima rivoluzione l’ha portata nel sito Internet della cantina dove ha sostituito la storia di famiglia segnata da qualche lutto, con una versione più positiva che  rispecchia meglio la sua personalità. Non si è dimenticata neppure di dare ampio spazio ai social network che le hanno permesso di trovare nuovi importatori in giro per il mondo.
Tutto questo ottimismo si trasforma in una vitalità contagiosa con cui Susanna parla dei suoi filari di uva e dell’agriturismo Il cantastorie, un casale dedicato al padre che per diletto faceva il menestrello e componeva stornelli.
«Preferisco non prendermi troppo sul serio e vivere con una certa incoscienza», ha concluso. Il suo vino però è una cosa serissima.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Publicato in: Protagoniste Argomenti: , , Data: 16-06-2014 09:00 AM


Lascia un Commento

*