Occupazione

Sei incinta? Non ti rinnovo il contratto

di Antonella Scutiero
Succede a Roma a una giovane donna che ci ha messo 9 mesi per trovare quel posto.
A Roma, a una giovane donna incinnta non è stato rinnovato il contratto di lavoro n scadenza.

A Roma, a una giovane donna incinta non è stato rinnovato il contratto di lavoro n scadenza.

In America capita che una donna incinta, Marissa Mayer, 37 anni, venga scelta per guidare Yahoo! quando è al sesto mese di gravidanza. In America, appunto.
E migliaia di chilometri non bastano a giustificare la distanza con quello che avviene in Italia, dove una giovane donna incinta sta per perdere il lavoro perché in dolce attesa. Il tutto dopo essere stata discriminata a più di un colloquio di lavoro perché all’anulare portava la fede.
E non è successo in una sperduta provincia, ma  a Roma, capitale di un paese che a parole dice di voler cambiare e che è giunta l’ora di  investire su giovani e donne.
NOVE MESI PER TROVARE UN LAVORO
Vittima dell’ingiustizia, è Marzia Di Gioia (il nome è di fantasia per tutelare la privacy dell’interssata), una giornalista professionista, poco più di 30 anni, dieci anni di esperienza alle spalle in tivù, giornali, uffici stampa. «Lavoravo a Napoli, avevo un contratto a tempo indeterminato, però iniziavo a essere stanca di alcune situazioni, di quella realtà. Così quando il mio fidanzato è stato trasferito a Roma, me ne sono andata anche io. Pensavo che se ero riuscita a trovare lavoro a Napoli lo avrei trovato anche nella Capitale» ha raccontato a Letteradonna.it. «Salvo poi renermi conto che sono stata una grande ingenua. Ci ho messo 9 mesi per trovare un lavoro, e non era nemmeno quello dei miei sogni. Ma l’ho accettato pur di non stare a casa, anche se si trattava di un contratto a tempo determinato». Proprio per questa insoddisfazione, Marzia ha continuato a guardarsi intorno.
PROMESSA SPOSA? MEGLIO EVITARE
L’estate scorsa è stata chiamata per un colloquio con un editore che stava per lanciare un progetto scientifico, con web tivù e poi dopo anche un canale satellitare. «Un’ora e mezza di colloquio, mi dissero che ero favorita, insieme a un’altra persona. Il lavoro sarebbe dovuto partire a settembre, e io proprio quel mese mi sposavo. Glielo dissi, per onestà» ricorda  «aggiungendo che sarei stata comunque pronta a prendere il posto» Sorrisi, strette di mano e la classica frase: «Le faremo sapere».
Poi è arrivata una mail: avevano scelto l’altro, un uomo, che «non aveva altri impegni nella vita».
«Non mi è restato che continuare a fare il mio lavoro, tra mille frustrazioni, mi dicevo che non era il momento per una gravidanza» continua  Marzia. «Dopo poco sono stata chiamata per un altro colloquio, con un altro editore. Mi sembravano
seri, editavano riviste scientifiche. “Per noi lei è la candidata ideale”,  mi hanno detto». Poi hanno visto la fede al dito. «Mi chiesero se avevo figli, se avevo intenzione di averne. Li rassicurai che non era una priorità al momento, che volevo investire sul lavoro e sulla carriera». Loro sembravano entusiasti, «Sono arrivati a dire che  per loro sarebbe stato “un valore aggiunto, che non
sarebbe stato in ogni caso un problema”» precisa Marzia. Invece puntuale alcuni giorni dopo il colloquio è arrivata una mail in cui le si diceva che l’azienda aveva preferito un canddato uomo. «Mi sono sentita offesa, come se io andassi a rubare lo
stipendio», ricorda con rabbia. Nel frattempo ilsuo contratto di lavoro a dicembre 2013 è scaduto ele è statato rinnovato per sei mesi.
SPERIAMO CHE SIA MASCHIO
Passa un altro po’ e Marzia si è accorta di essere incinta. Dopo tre mesi, passati in preda al panico, ha dovuto dirlo al suo datore di lavoro. Lui le ha fatto i complimenti, poi ha cambiato tiro. Ha iniziato a parlare di valutazioni da fare, del contratto che costa tanto. E alla fine le ha annunciato che preferisce metterla in disoccupazione interrompendo il contratto in scadenza a giugno. Anzi, ha avanzato pure una controproposta: prendere la disoccupazione e magari intanto continuare a lavorare a nero, finché ce la fa. Poi magari quando è pronta a rientrare se ne sarebbe potuto riparlare. «Ho rifiutato, ovviamente, non avevo intenzione di fare truffe», racconta Marzia. Poi però il capo ha cambiato idea e ha deciso che era meno rischioso non rinnovare il  contratto in scadenza a fine giugno. Dopotutto era una questione di mesi.
«Farò la freelance, cercherò altro, vedremo. Certo è avvilente, perché da quando ho detto di essere incinta mi trattano come uno scarto» ha detto amareggiata Marzia. «Ho sempre lavorato onestamete e con professionalità e ora mi ritrovo con zero diritti. Avrei diritto alla maternità visti i contributi versati negli ultimi anni, ma se sarò messa alla porta prima dell’ottavo mese, si tratterebbe di un importo irrisorio. Quindi mi conviene fare la disoccupata». Così, dice Marzia «ho iniziato a sperare che mio figlio sia maschio».

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Publicato in: Fatti Argomenti: , , Data: 31-03-2014 01:07 PM


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