Cambiamenti

Una torta per rimettersi in gioco

di Daniela Uva
Dalla pubblicità ai dolci.Due amiche si reinventano a 50 anni. E sognano di dare lavoro ad altri.
Nina e Albertina, le fondatrici di TortAtelier, in via Maroncelli 9 a Milano.

Nina Almonte e Albertina LaRocca, le fondatrici di TortAtelier, in via Maroncelli 9 a Milano.

A 50 anni si può lasciare tutto e rimettersi in gioco? Abbandonare un lavoro sicuro e creativo per lanciarsi in una nuova vita? «Certo. Perché nella vita c’è spazio per mille avventure». Parola di Nina Almonte e Albertina La Rocca. Per circa 20 anni hanno lavorato nel mondo della pubblicità, ma un giorno, spinte anche dalla crisi crescente che affligge il settore, hanno deciso di cambiare vita. E hanno scelto una strada dolce: quella di dedicare il proprio tempo ai cup cakes, ai biscotti e alle torte decorate e glassate che dagli Stati Uniti hanno conquistato anche l’Italia.
AMICHE E SOCIE
Qualche mese fa, nel centro di Milano, hanno aperto il loro laboratorio, TortAtelier, e adesso giurano che non c’è niente di più bello che sfornare dolci. Per ora ci lavorano solo loro due, la prima ex art director e la seconda ex producer. Amiche da una vita e adesso anche socie in affari. «L’idea ci è venuta un pò per caso. Albertina ha deciso di lasciare l’azienda per la quale lavorava e si è iscritta a dei corsi di pasticceria per dedicarsi alla sua grande passione. Poi ho deciso di seguirla anch’io. Ho origini straniere, ma dopo aver passato un periodo a Santo Domingo, dove sono nata, ho deciso di tornare a Milano e di aprire questo laboratorio», ha raccontato Nina.
COSTI E COMPROMESSI
La strada verso la realizzazione del progetto non è stata semplice: «Abbiamo realizzato il business plan grazie al progetto Start della Regione Lombardia. Ma i soldi per aprire l’attività li abbiamo messi di tasca nostra. Un po’ grazie al prestito di amici e conoscenti, un po’ grazie ai nostri risparmi. Abbiamo investito circa 80 mila euro, che sono serviti per comprare i macchinari, per affittare il locale e per andare incontro ad altre inevitabili spese».
CARO – AFFITTO E BUROCRAZIA
Sulle spese grava in primo luogo l’affitto. «Per fortuna abbiamo scelto un locale in una strada secondaria che, con il mercato degli affitti in crisi, ci consente di spendere un po’ meno del previsto. Circa 1.200 euro al mese».
Un anno è il periodo stimato per rientrare delle spese. Ma i tempi rischiano di allungarsi: il fatturato varia molto in base ai mesi. Ed è più basso rispetto a quello che le due socie avevano immaginato, tanto da rendere impossibile assumere un collaboratore e pagarlo adeguatamente.
E vedersela con la burocrazia non è semplice: migliaia di regole da imparare per evitare di andare incontro a sanzioni salate.
PRIMA DI TUTTO, LE TORTE
Gli affari, per fortuna, vanno bene: «Abbiamo già tanti clienti, il numero varia molto, ma siamo soddisfatte. Ci sono le persone del quartiere, naturalmente. Ma anche addetti al settore, come ristoratori, wedding planner e responsabili di catering. Siamo in crescita e questo ci fa ben sperare per il futuro».
Il presente, per Nina e Albertina è fatto prima di tutto di piacere e divertimento. «Avevamo già un bel lavoro, creativo, che ci eravamo scelte e che ci dava la possibilità di esprimerci. Ne abbiamo trovato un altro ancora più vario e divertente. Che ci permette di sperimentare e di metterci sempre in gioco». L’unico problema? «Sognamo di riuscire ad assumere qualcuno, prima o poi. E non possiamo mai organizzare le nostre giornate. Se arriva un ordine partiamo e finché la torta non è pronta andiamo avanti a impastare».

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Publicato in: Protagoniste Argomenti: , , , Data: 02-02-2014 09:00 AM


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