Lavoro

Contratti a termine, è bufera

La riforma fatta dal governo Renzi che prolunga la durata a tre anni senza causale non piace alla Camusso. Crea altra precarietà. E promette battaglia.
Susanna Camusso.

Susanna Camusso.

 

È bufera sulla modifica ai contratti a termine porposta dal Governo Renzi per cercare di dare una spinta all’occupazione. Susanna Camusso leader della Cgil punta i piedi. «Siamo disposti a discutere di un contratto unico, ma prima bisogna abolire il decreto  sul lavoro che prevede contratti a termine senza causale per tre anni» ha detto Camusso sostenendo che «si è fatto esattamente l’opposto di quello che lo stesso premier dichiarava: si è creata un’altra forma di precarietà».
CAMUSSO: RISCHIO DI ALTRA PRECARIETÁ
Il segretario della Cgil contesta pienamente le misure del decreto su contratti a termine e apprendistato. «Il provvedimento del ministro del Lavoro Poletti introduce ulteriore flessibilità e precarietà» ha precisato aggiungendo: «Si annunciano i jobs act raccontando che per superare questo sindacato, le sue resistenze, si faceva un bel contratto unico a tutele crescenti e così si dava un risposta: ma il contratto unico a tutele crescenti non corre il rischio di avere, in realtà, tutele descrescenti?».
Per Camusso bisogna prestare attenzione a quello che si sta facendo nel mercato del lavoro. «Chi continua a pensare che il tema della crescita nel nostro Paese siano le regole del mercato del lavoro, insegue una politica che abbiamo già visto fare tante volte. E che non ha determinato la crescita né nel nostro Paese né in altri. Ci pare che non abbiano capito bene, bisogna fare ancora qualche ripetizione».
BONANNI PIÙ SPERANZOSO
Di altro parere Raffaele Bonanni, segretario della Cisl che su Twitter ha scritto: «Eliminare false Partite iva, cocopro, associati in partecipazione. #contrattitermine più garantisti per lavoratori» condividendo di fatto le modifiche sui contratti a termine fatte dal nuovo esecutivo.
SQUINZI: ORA SI PASSI AI FATTI
Giorgio Squinzi alla guida di Confindustria approva le manovre del pemier sul fronte dei contratti di lavoro ma ora pressa affinché dalle parole si passi velocemente ai fatti. «Indubbiamente Renzi è una persona molto energica, giovane, sembra un motore di Formula Uno. Il problema adesso è di scaricare la potenza per terra e fare delle cose concrete che vadano nella direzione giusta», ha fatto sapere Squinzi. «Per ora abbiamo visto dei titoli, ma noi pensiamo che per rilanciare il paese sarebbero stati necessari tre tipi d’interventi: costo del lavoro, pagamento dei debiti della pubblica amministrazione e una riforma del mercato del lavoro. Sopra tutto questo la semplificazione normativo burocratica del paese che per me è la priorità assoluta», ha concluso Squinzi.

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Publicato in: Fatti Argomenti: , , , , Data: 15-03-2014 09:23 AM


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